2005 ODISSEA NEI MEZZI PUBBLICI

In realtà le barriere architettoniche ci rendono disabili, tutti: basta una valigia o un passeggino per bambini a metterci nelle stesse condizioni di chi le scale (o anche un semplice gradino) non riesce a salirle con facilità. Un esempio: capita di prenotare un volo low cost che parta da Roma Ciampino ed arrivi a Praga. Capita di abitare a Marigliano e quindi di dover trasportare un trolley di 20 chili su rispettivamente tre treni, un autobus, un aereo e poi, una volta arrivati a destinazione, altro pullman, tram e metro…ma la parte praghese del viaggio non importa, soffermiamoci su quella italiana. Se preferite, sostituite il trolley con un passeggino, la situazione è la medesima. Partenza dalla stazione della Circumvesuviana di Marigliano, c’è un ascensore molto ampio, dove entrano comodamente sia il trolley, che il passeggino che una carrozzina. Arrivati però alla stazione di Piazza Garibaldi cominciano i guai: niente ascensore, solo scale mobili (per inciso due scale mobili sulle quattro totali che danno accesso ai binari) e solo in salita (meno male che alla turista in questione servivano giusto quelle in salita)… Quindi con un po’ di tremarella si poggia il trolley sulla scala mobile e si sale… per un passeggino sarebbe un po’ più complicato, per una carrozzina completamente impossibile. Arrivati su però ci sono altri gradini, normalissimi gradini…sono pochi, certo, quattro o cinque al massimo, ma in questo caso 4 gradini sembrano l’Everest…anzi, il K2 perchè l’Everest sono i gradini dei treni di Trenitalia: una persona in carrozzella non potrebbe in nessun caso salirci. Per trasportare valigie e passeggini c’è bisogno di due persone, un bimbo di due o tre anni non riuscirebbe a salirli da solo, se non arrampicandosi… A Roma Ciampino, altre scale da fare, in discesa… Sinceramente la turista di cui sopra ha pensato “vabbè forse l’ascensore c’è ma non ho il tempo di cercarlo” però subito dopo la vista di una mamma che cercava disperatamente di scendere la sua stessa rampa di scale con un passeggino ed un pargoletto di tre anni imprecando tra i denti con un inconfondibile accento romano le ha fatto perdere la speranza: se una “romana de Roma” in quelle condizioni usa le scale vuol dire che Cristo non si è fermato ad Eboli ma molto, molto più su. Tutto ciò è indecoroso. Sul sito di Trenitalia si legge questo: “Trenitalia rivolge ai propri clienti disabili un servizio specifico e professionale che accompagna l’utente nelle fasi principali del viaggio. L’azienda è impegnata nel progressivo potenziamento del servizio, in tutti i suoi aspetti, con un’attenzione particolare all’abbattimento delle barriere architettoniche che rendono difficoltoso l’accesso alle stazioni e ai treni.
I Centri di Assistenza alla clientela Disabile (CAD) sono presenti in 225 stazioni e organizzano, su richiesta del cliente, l’assistenza per il viaggio nella stazione di partenza e in quella di arrivo.Posti riservati al trasporto di disabili con sedia a rotelle sono presenti su circa 900 treni della rete regionale e su numerosi treni Eurostar. I posti sono assegnati dai centri di accoglienza. Inoltre, sui treni indicati da apposito pittogramma, è possibile ottenere un’assistenza adeguata nella salita e nella discesa.” Riflettiamo un po’ su questo: innanzitutto speriamo che le barriere architettoniche vengano abbattute presto, non solo sui famosi 900 e passa treni ma su tutti i treni di ogni categoria… se sto in carrozzella e voglio prendere l’intercity perchè l’Eurostar costa troppo? E se, sfortuna vuole, che non parta nè arrivi in una delle 255 stazioni che offrono il servizio per i disabili? E se non sto in carrozzina, ma ho semplicemente una gamba ingessata e quindi non mi serve un’assistenza ma solo gradini più bassi e non ho nessun treno con pittogramma a disposizione? Mi friggo? Perchè non deve esserci assistenza su tutti i treni? Anche per i normodotati in difficoltà? Anche per una mamma con un passeggino o per una sciagurata che ha un trolley più grande di lei, o una gamba ingessata? E perchè non deve esserci un cavolo di ascensore nelle stazioni? Andiamo avanti nelle nostre odissee quotidiane, diversamente abili e normodotati inabili ad un viaggio confortevole, aspettando e sperando nel famigerato potenziamento…

Mariangela Barretta

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