STORIA DI MEZZA ESTATE

Ma lui non pensava che farsi una corsetta fosse un’Odissea (anzi, una Iliade, visti i risvolti guerreschi) degna dei migliori poemi epici.
Il nostro (pallido, in tutti i sensi) emulo di Silvio Baldini parte da casa, ore 6.45, e subito avviene la prima battaglia: ci sono da respingere gli assalti dei cani di Piazza Roma, veri padroni delle notti (e anche dei giorni…) della città. I cani, non si sa perché, forse infastiditi dai colori scelti dal corridore (gli staranno antipatici?) o per antipatia verso la sua persona o ancora per antipatia verso tutto ciò che si muove, cominciano ad inseguire il malcapitato podista, costringendolo al primo micidiale (per la sua già flebile resistenza alla fatica) scatto.
All’altezza della stazione della Circum, ecco il secondo assalto di altri cani desiderosi di addentare e dunque assaporare i (succosi?) polpaccioni del malcapitato corridore. La lotta è dura ma dopo qualche metro, la banda dei cani desiste. Pare che Marigliano sia per loro un isola felice. Possiamo fare ciò che ci pare, tanto nessuno ci viene a prelevare e ci sbatte in qualche canile… devono essersi detti. Per non parlare di quelli lasciati di proposito fuori dalle loro case o dalle attività commerciali o professionali dai loro padroni, evidentemente abbastanza ricchi da poter pagare i danni di un causa civile per i danni dai cani eventualmente cagionati (art. 2052 del codice civile; a tacere dei risvolti penali in caso di danni gravi o permanenti, del resto la storia degli assalti dei pitbull è recente).
Ma non è finita. Il povero corridore della domenica (ma no, dai, perché essere così duri con lui, anche di qualche altro giorno della settimana…), supera il cimitero e va verso via Garigliano e cosa trova? Un immondezzaio a cielo aperto da cui è bene stare alla larga poiché potrebbe saltar fuori qualche topo di dimensioni non convenzionali (ratto delle chiaviche) di difficile gestione. Pare che di recente quella strada appare un po’ più pulita. Ma ad essere sporca è la coscienza di tanti mariglianesi che hanno già ricominciato a sommergerla di rifiuti, poche ore dopo la sua ripulitura.
Il nostro podista risale via Garigliano e si dirige verso la via di Scisciano e gli tocca difendersi ancora da qualche cane desideroso di fare un incontro ravvicinato del secondo tipo, non propriamente amichevole. Comunque, tra rifiuti in strada, cani arrabbiati (e meno male che diversi gli abbaiano appresso da villette o comunque dal chiuso…), il nostro giunge dalla via per Scisciano, dove deve difendersi dai simpatici componenti la bocciofila di fronte, i quali lo sfottono come se avessero visto un marziano o un clown. Ma perché non pensano a giocare a bocce? Misteri dell’estate mariglianese. In ogni caso, giunto alla masseria San Giuseppe, c’è anche la possibilità che qualche automobilista infastidito dalla sua presenza lo insulti o lo prenda in giro, cosa questa che gli fa pensare: tutta invidia! Perchè costui non scende dalla macchina così gli faccio vedere cosa sono capace di fare, di corsa e non solo! Infine, stando attento al miniponte che lo porta su via Casafalco, stretto come pochi e senza visuale, rieccolo risalire via Sant’Antonio per poi guadagnare, di lì a poco, l’uscio di casa. Semprechè i cani protagonisti della prima battaglia non chiedano (e ottengano!) un secondo round. Corsa podistica, corsa a ostacoli o chissà cosa? Ne varrà la pena combattere una guerra non solo con la pancetta, ma anche con tutti questi soldati dell’inciviltà? Ai posteri l’ardua sentenza. Forse loro, una pista ciclabile e percorribile anche a piedi (o sarebbe meglio il centro sportivo di Pontecitra, da ricostruire perché ormai invaso e mangiato dalle erbacce), la vedranno. O forse no? Utopia di mezza estate…

Bluesaver

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